Grazie a me, che andavo piano.
Grazie alle cinture di sicurezza, come sempre allacciate.
Grazie a Christine, la mia auto. Si è distrutta ovunque, ma non nell'abitacolo interno, quasi a proteggermi.
Grazie al mio angelo custode (da piccola mi han sempre detto che c'è).
Grazie a quell'uomo. Che si è tagliato ovunque pur di tirarmi fuori dall'auto.
Grazie a Pierpaolo e Andrea, che mi hanno asciugato le lacrime e mi han portata al pronto soccorso.
Grazie a Elena, che è stata la prima a rispondere al telefono.
Sono stati 10 secondi, ma non ho mai avuto tanta paura. Non ho mai sentito la mia voce così forte. Chi ha visto Christine pensava fossi stesa su un tavolo di marmo. L'ho pensato anche io, dieci secondi dopo. Silenzio totale. Neanche il mio respiro. Solo una domanda: sono viva? E poi il click della cintura slacciata. Le corse di piedi verso di me...voci. Si, sono viva.
"..se l'innamoramento è così repentino, forse è perchè la voglia di amare precede l'amata: il bisogno inventa la sua soluzione. La materializzazione dell'amata è solo un secondo stadio di un bisogno preesistente (ma assolutamente inconscio) di amare qualcuno...".
Ok, dato per assodato questo, e dato per assodato che mi rispecchia fino al midollo...mi trovo alla mia età (si certo non ho 80 anni, ma neanche 12) a non capire più. E certo, non me lo si deve dire due volte di scervellarmi: è stata la mia occupazione preferita negli ultimi tempi, e, in un modo o in un altro, lo è ancora.
Distacco è la parola d'ordine.
Pare che il tempo abbia deciso di seguire lo strano momento emotivo che sto vivendo. Se fino a poche settimane fa ero decisamente noir, adesso alterno momenti di euforia a momenti piu' riflessivi. Ma decisamente il motto che piu' seguo e' quello che un collega mi ripete piu' spesso: vecia, ciavatene! Oh, e' evidente ormai che bastava ripetermelo spesso...perche' me ne sto "ciavando". Certo, ho i miei turbamenti..come potrei farne senza? Ma ho preso un po' di distanza... Magari prima o poi arrivera' la solita botta che mi fara' vivere, di nuovo, tutto come prima. E allora ancora giu'. Adesso pero' e' cosi'...e sticazzi.
Bhe parlavo del tempo e ho divagato...ieri mattina, con le mie infradito da battaglia, me ne stavo in giro con 7°C. Certo, potevo pure immaginarlo...se domenica/lunedi' nevica in montagna, il giorno dopo non ci possono essere le palme in fiore. Oggi, memore di ieri, mi son bardata. Mancava solo il pile. Solo non sono stata in montagna. 28°C. E ho detto tutto. Domattina tirero' il dado prima di uscire.
In fondo e' solo un'altra giornata passata....
Non credo sia cambiato molto da ieri, o dal giorno prima ancora. Non e' cambiato, ne sono sicura. Ma ho avuto voglia di aprire questa pagina e scrivere due righe. Forse perchè quando ho iniziato, quando il collegamento era quotidiano, era più o meno questo periodo. Forse perchè, dopo un anno, sono tornata alla situazione di allora. Dopo periodi disastrosi,o più o meno tali,ho ripreso in mano il desiderio di ricostruire. Allora cercavo i miei pensieri scrivendoli. Oggi li ho, devo solo dar loro un senso logico. Devo solo allinearli, codificarli, archiviarli secondo categorie che deciderò. Forse sono qui per questo motivo. Forse no. Ma sono qui. Non passo più, da molto, le mie giornate a casa. E per lavoro, e per voglia di respirare, sto in giro. Pare che per costruire, sia necessario prima distruggere il più che si può. Ed è questo che ho fatto fino ad oggi (o era ieri?). Non credo sia un lavoro terminato, ma il punto è buono. I mattoni sono tutti qui, in disordine. Basta prenderli a uno a uno, ora. Non mi faccio capire? Lo so. Le parole non sono mai state il mio forte. Del resto, questo (forse solo questo) non e' mai stato un problema per me. Non lo diventerà ora.
Non ce l'ho fatta da sola. Ma mi è bastato qualche semplice gesto di una Persona Amica. Che ora sta volando verso la terra rossa in cerca di sorrisi, lacrime, emozioni. Fondamentali per lui, come per me. Ha le stesse Paure mie, gli stessi Tormenti miei, lo stesso Caos mentale. La condivione con lui mi ha mostrato che sono solo caos, tormento, paura. Ora sono semplici cose, che forse sto imparando a gestire. Semplicità: lei ha la maiuscola. Mi ha insegnato (strano, non potevo accorgermene da sola? ...tutto questo tempo...) ad apprezzare il silenzio. A riempirmi il cuore alla vista semplice del verde dell'erba. A nutrirmi del rumore del torrente. A sentirmi viva, camminando nelle acque gelide tra le rocce. Mi ha insegnato che non devo accontentarmi della Semplicità che ho già trovato. Ce n'e' tanta, ovunque. Basta saperla accogliere. Mi aspetto troppo forse. Il desiderio è troppo e non so se è alla mia portata. Ma non posso fare a meno di pensare che il grigio è solo forse una mia percezione. Michele ora sta volando con entusiasmo verso la terra rossa, e non posso non fare un pò mia la sua gioia. Nonostante le paure, i tormenti, il caos.
L'acqua gelida di quel torrente sta ancora scorrendo sui miei piedi nudi. Devo solo trovare il coraggio di tuffarmi.
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