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Allora, siccome ti senti un buono, fondamentalmente, decidi di contattare l'amico (che chiameremo X) attraverso un mezzo che va tanto di moda. Gli butti sul piatto un sms. Mi spiace bla bla bla, vedi tu bla bla bla.. Nel frattempo, si prepara una serata con l'amico dell'amico (che chiameremo Y). Y, se non ricordi, e' quello per cui hai una cotta (o quella, se sei uomo...o quello...bhe insomma vedi tu). X manco ti risponde...poi si fa vivo con un: ma io sono tranquillo. Se sei tranquillo, carino, allora mi saluti quando mi incroci..o no? Vista la risposta, ti parte un vaffanculo.. che tanto tu la bella figura di scrivergli l'hai fatta (si, fa tanto ipocrita...ma per una volta va bene cosi'). Alla seratina alcolica dovrebbe presenziare anche X, ma, quando arrivi, Y ti dice che X s'e' fatto prendere da un improvviso attacco di stanchezza. Povero. Bevi, ridi e fai l'idiota.
E oggi hai mal di stomaco, di testa, di schiena (strano, pare che tutte le sinapsi siano state coinvolte...)che stramaledici l'ultimo bicchiere di Porto che hai buttato giu'. Chissa' come sta Y...lui s'e' ingoiato 5 sambuca, oltre tutto il resto.
Frase di Y che tanto ti e' piaciuta: non farti condizionare dalle tue paure. Frase che ripensandoci era meglio se tenevi per te: ci vieni a cena a casa mia? ...tanto lo sai che non ci viene..e infatti ha risposto: vedro'..
Vedro' anche io...fino a quanto e fino a quando reggero'.
della serie: Voi cosa fareste se...
Conosci una persona da 4 anni...un rapporto amichevole. Si insomma, tu e lui siete amici (o tu e lei, in questo caso non fa differenza). Si rimane piu' o meno sempre sul superficiale, tranne negli ultimi 5 o 6 mesi. Succede che ti prendi una cotta per il suo amico, tuo collega. Lui, l'amico, ci ride su, ogni volta che vi vede assieme. Poi succede il casino. Tu ne parli con quello della cotta...ci stai male per il rifiuto. E ne parli con l'amico. L'amico ti risponde in modo brusco, sgarbato. Privo di qualsiasi forma di rispetto. Ok potrebbe scherzare, ok magari aveva le palle storte in quel momento. Ma tu lo mandi diritto a fanculo. Dopo ti penti...gli chiedi scusa due giorni piu' tardi. Gli chiedi spiegazioni. Passa piu' di un mese e lui non ti risponde. Ti rovina giornate su giornate, e alla delusione iniziale si sostituisce un'incazzatura da applauso. Lo incontri, ti saluta come niente fosse...e l'incazzatura monta monta, fino a scoppiare in un "non mi rompere le palle". Ora quando lo incroci lo saluti, ma lui non risponde. Le opzioni sono: te ne freghi; non lo saluti; lo prendi da parte e gli sputi in un occhi; lo prendi da parte e ci parli. L'ultima dimostrerebbe una tua netta superiorita' nei suoi confronti. Del resto, una persona cosi' non puo' essere tua amica..ma...
p.s. Ogni riferimento a fatti o persone e' puramente CAUSALE.
Prima o poi dovro' farmi insegnare come inserire le foto qui dentro...potrebbe diventare interessante, o forse no. Ma almeno cambierebbe.
Come dicevo via mail a un amico giorni fa, e' un periodo al "chi se ne frega" questo. Oggi ha traballato un attimo, ma si e' gia' ripreso. Incontrare persone che mi hanno ferita in un modo o in un altro, mi mette sempre in dubbio. Mi fa sentire una stronza, sbagliata. Anche se loro hanno ferito me e non viceversa. Ma la ragione sta sempre un po' dove la si vuol mettere...Mi caccio ancora nei casini...tipo che prendo un regalo a uno di loro senza ragione, giusto perche' so che gli fa piacere. Poi pero' mi ricordo che di figure di merda ne ho gia' fatte abbastanza. E traballa. Il chi se ne frega.
Ho il telefono sempre pronto..casomai mi venisse in mente a chi chiedere consiglio in giro. Perche' i consigli che mi autogestisco ..bhe non mi piacciono poi cosi' tanto. Hanno un'impronta di rigore spaventosamente freddo. E non e' da me. E, perdio, il chi se ne frega col rigore non sono mai andati d'accordo. Ecco, diciamo che ho uno schizofrenico sdoppiamento. Da una parte LaK sfrontata, che non ci vuol pensare tanto su. Dall'altra la Rottermeier (si dai...la governante di Clara, quella di Heidi), col dito puntato a dire: occhio eh! E se da un lato penso che qualcuno potrebbe risolvermi la faccenda, direzionandomi da una o dall'altra parte, dall'altro faccio di testa mia. E, cazzarola, mi vien da ridere.
C'e' chi dice che:
-dovrei fregarmene una volta per tutte di quello che pensa la gente
-dovrei smetterla di cercare di dimostrare qualcosa agli altri, ma soprattutto a me stessa
-dovrei svegliarmi la mattina e subito dirmi: dio, sono una grande
-dovrei camminare per la strada a testa alta, con lo sguardo di chi dice: scansati, coglione
Dovrei dovrei....vorrei vorrei, ma quante cose che vorrei (non me le merito, lo negano gli dei...cantavano i ritmo tribale)...
Ma non si dovrebbe essere portati a certe cose? Naturalmente, geneticamente, culturalmente, portati?
Cronaca di un finale annunciato:
...lui e lei iniziano a sentirsi al telefono, a scambiarsi mail..lei e' diffidente, perche' queste cose sono sempre finite male. Scambio reciproco di pensieri, di situazioni vissute, di desideri, di paure. Lui le dice di essere interssato a lei, anche se non si sono mai visti. Lui vorrebbe non crederci, perche' vorrebbe che la sua guardia fosse alta a proteggerla. Alla fine si vedono. Ed e' come lei sperava non fosse. Perche' se e' cosi', sa gia' che lui potrebbe divendare essenziale per lei. Dolce, premuroso, simpatico... E' tutto cosi' d'altri tempi. Lui vorrebbe baciarla, ma ha paura..perche' non vorrebbe farla soffrire. Alla fine si baciano. E lei ha il sorriso che le rompe il viso. Le dice che e' bella. Che e' dolce. E lei non capisce piu' nulla. La guardia non c'e' piu'. Due giorni dopo lui sparice. Non le risponde. Lei insiste. Lui le scrive che non se la sente di parlare. Lei controlla la sua pagina web, e vede che lui scrive di essersi innamorato. Il nome pero'...bhe lei, non e' lei. Lei lo tormenta, vuole spiegazioni. Il giorno dopo lui le dice, arrabbiato per i disturbi telefonici subiti, che l'aveva messa in guardia. Che sapeva sarebbe finita cosi'. Ma che in fondo, lei e' ossessionante, e che per lui e' andata bene cosi'.Perche' lei controllando la sua pagina web ha violato la sua vita privata. E che lui ora si vede costretto a cambiare numero di telefono.
Lei ha pianto. Non per lui. Ma per rabbia. Perche' ancora volta s'e' fatta prendere in giro. Perche' ancora una volta ha pensato che potesse esserci una persona per lei. Ma per lei, guardia alta di nuovo, non c'e' nessuno di disegnato.
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